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Recensione opera lirica Tosca di Giacomo Puccini al Festival Puccini di Torre del Lago

Maria Cristina Chiaffoni, 17/08/2018

In breve:
Torre del Lago (LU) - Recensione dell'opera lirica Tosca di Giacomo Puccini in scena il 4 agosto 2018 a Torre del Lago (LU) in occasione del Festival Pucciniano.


Una stella nuova brilla in Tosca sul lago di Puccini

Da cantante lirica e musicista apprezzo e gioisco quando una bella voce accarezza il mio orecchio quasi assoluto. E questo e' successo al Festival Pucciniano di Torre del lago sabato 4 agosto nella recita di Tosca.

 La protagonista IRINA POLOVINKINA ha una voce sontuosa, brunita, morbida ed omogenea in ogni registro (da manuale il Do temuto anche dalla Callas nella Lama), sapiente fraseggio (quel lunghissimo acuto finale tenuto prima forte e poi pianissimo in Vissi d'arte) ed anima di fuoco. Solo un lieve impiccio nel gestire i bellissimi costumi (disegnati da FLORINIA BENEDETTINI e PAOLO FIORINI) dotati di strascichi possono essere il classico pelo nell'uovo, ma l'interprete ha offerto una prova superba!

Vicino a lei il tenore GEORGE ONIANI è un pallido Cavaradossi. Il tenore georgiano ha una bellissima ed importante voce, ma probabilmente non era in perfetta forma. Risulta calante, sforzato, non in parte, insomma. Anche se il suo Vittoria è molto baldanzoso e ben tenuto e compie il suo dovere fino in fondo. Mi riservo di sentirlo in un'altra occasione.

 L'italiano MAURO BONFANTI sostituiva un collega indisposto ed ha offerto all'elegante pubblico uno Scarpia fin troppo umano, quasi innamorato della diva. Gli manca la cattiveria viscida ed il carisma satanico da grande cattivo ed anche la voce pur ben condotta e sorretta da un'ottima musicalità è un po' debole. Dal baritono mi aspetto in questo ruolo più potenza tale da far tremare nella sua teatralissima entrata.

Troppo macchietta anche se sorretto da ottimo mestiere il Sagrestano di ANGELO NARDINOCCHI mentre notevole il suono e la resa del personaggio del basso GOCHA DATUSANI come Angelotti.

 Ottimi i due sbirri di Scarpia il tenore ANZOR PILIA come Spoletta ed il baritono ANDREA DE CAMPO come Sciarrone piacevole sia vocalmente sia scenicamente.

Ottimi anche il carceriere FILIPPO LUNETTA ed il pastorello di GAIA NICCOLAI.

Delude l'ORCHESTRA DEL TEATRO DI TBLISI. Suono non a fuoco, alcune incertezze nel settore dei fiati e qualche sfilacciamento nel ritmo, nonostante il direttore d'orchestra sia un ottimo musicista e profondo conoscitore dello spartito pucciniano, STEFANO ROMANI, l'impressione non è buona. Anche qui spero di ricredermi nelle prossime date.

Il CORO DEL TEATRO DI TBLISI (capisco le esigenze economiche del momento ma che bello quando c'erano orchestra e coro italiani ...) assolve con cura il suo compito, ma non brilla molto.

Maestro del coro CHCHENKELI AVTANDIL mentre molto bravi IL CORO DI VOCI BIANCHE DEL FESTIVAL PUCCINI diretti dal Maestro VIVIANA APICELLA .

Ho amato la regia firmata da GIANCARLO DEL MONACO. Toglie e svecchia tanti momenti di tradizione, ha colpi di genialità, come il pugnale portato da Spoletta e usato da Angelotti per suicidarsi diventerà lo strumento di morte usato da Tosca per uccidere Scarpia. Oppure il Carceriere che come supremo disprezzo si prende l'anello di Cavaradossi e nega allo stesso un foglio di carta per scrivere l'ultimo addio. O il condannato che seduto su una sedia e bendato prima della fucilazione si volta con estremo coraggio ed offre il petto anziché la schiena al plotone. Piccole ma sapientissime pennellate di grande regia.

Stupende sono anche le scene a cura di CARLO CENTOLAVIGNA e le magnifiche luci di VALERIO ALFIERI.

Un plauso a questo stupendo Festival che seguo per la prima volta che con coraggio e grande sapienza offre una rosa di titoli pucciniani ad un pubblico che ha seguito con passione infervorandosi negli applausi per il soprano protagonista. Invito a venire a questo Festival molto curato e suggestivo (ah quelle stelle che lucevano sul lago…): io da parte mia lo seguirò sempre con piacere.

 
 
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