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Intervista al basso Mattia Denti

Redazione Liricamente, 16/01/2015

In breve:
Nel 2015 Liricamente.it inaugura una nuova rubrica dedicata ai giovani professionisti del canto lirico che stanno progressivamente calcando i palcoscenici più importanti di tutto il mondo. Il primo artista che conosceremo questo mese è il basso Mattia Denti, che è in carriera da circa una decina d'anni. Fare il cantante lirico è stata la realizzazione di un sogno e vive la professione con grande gioia, ha sempre i piedi ben ancorati a terra e con umiltà e spirito di sacrificio affronta ogni giorno la professione conciliando gli impegni artistici con quelli familiari.


Nel 2015 Liricamente.it inaugura una nuova rubrica dedicata ai giovani professionisti del canto lirico che stanno progressivamente calcando i palcoscenici più importanti di tutto il mondo.

In questo percorso conosceremo persone diverse che attraverso strade differenti sono riuscite poi a coronare il sogno di fare il cantante lirico. L'obiettivo è far conoscere la loro esperienza e la loro arte, con tutte le soddisfazioni e le difficoltà del lavoro del cantante lirico in questi tempi.

Conosceremo quindi artisti con storie e percorsi di vita edi studi differenti.

Il primo artista che conosceremo questo mese è il basso Mattia Denti, che è in carriera da circa una decina d'anni. Da manager nel mondo delle telecomunicazioni è oggi un volto noto ai melomani di molti teatri nel mondo. Il suo percorso è stato ricco di emozioni ma anche di tante difficoltà. Anche fare il cantante lirico è stata la realizzazione di un sogno e vive la professione con grande gioia, ha sempre i piedi ben ancorati a terra e con umiltà e spirito di sacrificio affronta ogni giorno la professione conciliando gli impegni artistici con quelli familiari.

1) Mattia, per presentarti raccontaci com'è nata la tua passione per il canto lirico, qual è stato il tuo percorso di studi e i tuoi esordi in teatro.
Il mio percorso di studi è iniziato abbastanza tardi. Nel 2001 a Genova ho iniziato a seguire le prime lezioni di canto con il soprano Gabriella Ravazzi, poi ho seguito diversi laboratori lirici con grandi nomi del panorama musicale e questo mi ha dato modo di affrontare subito il palcoscenico e di conoscere il lavoro che ruota dietro una produzione lirica: il lavoro con i maestri collaboratori, i professori d'orchestra, i direttori.
Ciò mi ha dato modo di affrontare fin dall'inizio tutti gli aspetti del canto: musicali, interpretativi e registici.

I primi anni sono stati quindi per me altamente formativi e mi hanno consentito anche di accelerare i tempi e di recuperare il tempo che avevo perso in precedenza.

2) Da dove nasce la tua passione per la lirica?
Nasce grazie al mio professore di musica delle medie che ci faceva ascoltare brani lirici e sinfonici facendoceli commentare e facendoceli rielaborare mettendoli a confrtonto con altri ascolti o contestualizzandoli con avvenimenti storici.

3) Come sono stati i tuoi inizi di carriera?
Sono stati duri. Provengo da una famiglia modesta e ho iniziato tardi lo studio del canto perchè avevo un altro lavoro nelle telecomunicazioni. I primi anni per sostenere le spese dei continui viaggi per studio hanno comportato grandi sacrifici. Poi ho iniziato a collaborare come artista aggiunto nel coro nelle produzioni di diversi teatri e questi anni trascorsi in coro sono stati molto formativi. Da una parte mi hanno dato la possibilità di guadagnare e poi di osare il percorso da solista.
Fortunatamente subito dopo pochi anni sono stato scelto da una grande agenzia lirica che mi ha dato modo di lavorare sui palcoscenici di teatri importanti coinvolto in produzioni a fianco di grandi colleghi.

4) Tu sei un basso. Quali sono stati i primi ruoli che ti sono stati affidati? Qual è il repertorio che canti oggi e che prediligi?
All'inizio, fresco di studi, facevo piccoli ruoli di comprimario in grandi palcoscenici (ad esempio il Marchese o il Dottore in Traviata) poi con la maturazione vocale, ora prediligo i ruoli del basso verdiano.

5) Quando è avvenuto il tuo debutto in palcoscenico?
Il mio debutto è stato nel 2004 nell'opera festival di Wexford in Irlanda di con La Vestale di Mercadante e ne Il viaggio a Reims di Gioachino Rossini.

6) Come ti sei sentito?
E' stato speciale perchè il giorno del mio trentesimo compleanno sono arrivato in Irlanda che io amo per i suoi paesaggi e per l'ambiente che si respira. Quindi è stata un'esperienza speciale per diverse ragioni. La tensione era altissima ed è stato molto bello.

7) Il tuo debutto quindi è avvenuto all'estero. Sei l'ennesimo cantante italiano che debutta all'estero. Ma è così difficile per un cantante italiano debuttare in Italia?
Con la globalizzazione ormai il mercato è tutto il mondo e ci sono opportunità sia in Italia sia all'estero.

8) Quali sono le principali difficoltà per chi svolge la professione del cantante lirico?
Di difficoltà ce ne sono molte e di tutti i tipi. Si va da quelle tecniche: servono molti anni di studio mirato e metodico prima di poter cantare per poter conoscere il proprio strumento e riuscire a impostare la voce in modo da sostenere la professione.
Quante ore studi al giorno?
Compatibilmente con gli impegni lavorativi e familiari (sono sposato e ho una figlia) quando sono a casa non studio mai meno di 3/4 ore al giorno quando sono a casa e poi invece quando sei in produzione le ore sono differenti.
Ci sono poi difficoltà artistiche perchè ogni volta che si affronta una nuova produzione entrano in gioco non solo gli aspetti musicali, ma bisogna conoscere l'ambiente nuovo, il pubblico, la critica.
Infine, siamo liberi professionisti e nella situazione contingente odierna di crisi e di mercato globale, bisogna saper stare sul mercato!
Oltre al talento bisogna legare delle doti di marketing e immagine per fronteggiare la concorrenza che è davvero tanta!

9) Quindi il tuo lavoro precedente di manager nel mondo delle telecomunicazioni è stato utile anche per affrontare la professione del cantante lirico?
Si, mi ha fatto capire cosa significa lavorare dovendo raggiungere quotidianamente degli obiettivi, rapportandomi con le persone a diversi livelli.

10) Quali sono stati i momenti più belli della tua carriera?
Poter cantare è la realizzazione di un sogno, quindi lo vivo ogni giorno con grande gioia. Sono soddisfatto quando riesco a raccogliere i frutti dei sacrifici che faccio. Poter stare su un palco e dare voce ai personaggi che amo, respirare quell'energia che si sprigiona tra il palcoscenico e la sala, sentire il battito del cuore ad ogni ingresso in palcoscenico sono le ragioni che mi fanno amare questo lavoro.

11) E' difficile conciliare famiglia e lavoro?
Si e no, se si ha la fortuna di avere a fianco una persona che conosce e capisce questo mondo.
A differenza di altri lavori si deve stare per tanto tempo fuori casa. Non esistono festività. Anche se si è a casa spesso ci si deve isolare perchè si deve studiare per preparare lavori futuri. Bisogna sapere dosare tutti gli ingredienti.

12) Hai sentito dei cambiamenti nella tua vocalità rispetto agli inizi?
Si, assolutamente si. Innanzitutto il fisico cambia, quindi lo strumento si modifica e poi lavorando si incontrano tante persone che possono darti suggerimenti per migliorare.

13) Prima hai detto che la tua carriera ha avuto una svolta da quando sei entrato in un'importante agenzia di canto. Quanto è importante l'agente di canto per questa professione?
E' indispensabile. Non è detto che l'agente sia sempre lo stesso per tutta la durata della carriera. E' un rapporto personale, pertanto oltre al rapporto artistico ci dev'essere anche una sintonia personale. Bisogna creare insieme un percorso artistico graduale che possa far crescere.

14) Quali sono i tuoi prossimi impegni?
Sono un po' scaramantico. Sarò alla Fenice di Venezia in molte recite di Traviata e sarò poi in Germania.

15) Qual è un tuo difetto?
Il difetto che mi ha portato più disgrazie è quello che mi fido troppo delle persone.

16) Un tuo pregio?
Pazienza ed umiltà.

17) Quanta umiltà ci vuole?
Per me è fondamentale. C'è sempre da imparare. Bisogna porsi degli obiettivi e cercare di dare il massimo sempre mantenendo i piedi per terra.

18) Cantando tu hai realizato un sogno, ma hai mai pensato di cambiare lavoro?
Si, è capitato, ma poi il destino mi ha portato a trovare per fortuna la soluzione dei momenti difficili, quindi poi ho continuato.

Ti ringraziamo Mattia per il tempo che ci hai dedicato. Noi ti avevamo conosciuto durante l'evento Liricamente cantando organizzato qualche anno fa a Parma ed è un piacere vedere che la tua costanza ti ha portato a fare la professione del cantante!
In bocca al lupo per tutto e ti ringraziamo per questo racconto!

Grazie a voi per il lavoro che fate per il mondo della lirica.

 
 
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