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Curriculum MELCHIADE GARAVELLI

Nome:MELCHIADE GARAVELLI
Professione:Tenore
Precisazione professione:Lirico spinto
Nazionalità:Italia
Data e luogo di nascita:14/02/1947, Bergamo Italia
Telefono:3467813806
Indirizzo: 24028 Seriate (BG)
Regione:Lombardia

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Il Tenore Melchiade Garavelli: una vita dedicata alla ricerca della tecnica vocale. 
Il tenore Melchiade Garavelli ha iniziato lo studio del canto all'età di dieci anni presso la Schola Cantorum dei padri passionisti. 
Dotato di una voce bella e possente, ben presto vi canta come voce bianca solista esibendosi nelle più note sedi ecclesiastiche sul territorio nazionale. 
Muta la voce a 16 anni assumendo il registro di tenore e si dedica al repertorio classico di canzoni italiane esibendosi spesso in manifestazioni canore promosse dalle Edizioni Mocchi. 
Su consiglio di alcuni maestri e ripassatori di spartito, s'iscrive al Conservatorio di Musica "Giuseppe Verdi" di Milano per intraprendere lo studio del canto lirico sotto la guida del maestro e tenore Roberto Zannini. 

Dotato di voce importante e ben educata, a soli 23 anni vince il concorso nazionale E.N.A.L , con borsa di studio che gli viene riconfermata per ben tre anni presso il Teatro Massimo di Palermo da una commissione di celebri artisti quali i soprano Clara Petrella e Gina Cigna, il mezzosoprano Gianna Pederzini, il direttore d'orchestra della Rai di Roma, maestro Paoletti, il maestro Antonio Tonini e il maestro Efrem Casagrande. 

In uno dei concerti tenuti a Palermo con l'orchestra del Teatro Massimo, viene notato dallo staff direttivo del teatro stesso, che gli propone di entrare nella scuola interna al teatro per debuttare l'anno successivo in "Manon Lescaut" di G. Puccini. 

Per motivi personali non accetta e continua lo studio del canto a Milano. All'età di 25 anni si diploma in canto lirico e debutta nel madrigale rappresentativo "Il combattimento di Tancredi e Clorinda" di C. Monteverdi, rivestendo il ruolo di voce narrante baritenorile. A 28 anni vince il concorso A.S.L.I.C.O. a Spoleto e debutta per lo stesso interpretando il ruolo di Manrico nel "Trovatore" di G. Verdi. 

Dai 28 ai 32 anni, vince altri concorsi lirici per i seguenti ruoli: Luigi nel "Tabarro" e Mario Cavaradossi in "Tosca" di G. Puccini, "Otello" di G. Verdi, Turiddu in "Cavalleria Rusticana" di P. Mascagni. Vince altri concorsi, ma il suo vero intento è quello di carpire i segreti della tecnica vocale e per questo contatta i nomi più altisonanti del tempo, Mario Del Monaco, Franco Corelli, Giuseppe Di Stefano, Carlo Bergonzi, Lauri Volpi, Giulietta Simionato, Renata Tebaldi. 

Ognuno di loro è fonte preziosa per il perfezionamento vocale, ma nessuno riesce a soddisfare pienamente le sue aspettative conoscitive. 

Per puro caso, ascolta il tenore Luigi Ottolini in un concerto e viene colpito dalla facilità e libertà vocale. Scopre che il suo maestro è Arturo Merlini al quale chiede presto un'audizione. Finalmente trova un maestro che utilizza un linguaggio tecnico preciso. Inizia così l'ultimo periodo della sua formazione vocale e riesce finalmente a gestire in perfetto equilibrio il canto sul fiato, il sostegno, l'appoggio, l'affondo. 

Decide di riprendere con nuova consapevolezza il percorso professionale e viene ingaggiato dai teatri per i ruoli di Edgardo, Pinkerton, Calaf, Achille, Ismaele, Alfredo, Cavaradossi, Andrea Chenier, Otello, Loris, Maurizio. Il maestro e direttore d'orchestra Gianandrea Gavazzeni lo ascolta nel ruolo di Maurizio in "Adriana Lecouvreur" di F. Cilea e lo scrittura ben presto per il ruolo di Hagenbach nel "La Wally" di A. Catalani, che egli stesso dirige al Teatro Massimo di Palermo l'anno successivo. 

Nel frattempo si fa ascoltare dal maestro Anton Guadagno che lo indirizza da Cappelli, sovraintendente dell'Arena di Verona. Tra le varie audizioni, prova anche quella indetta dal Teatro alla Scala di Milano dove si aggiudica il primo posto con i complimenti della commissione e con una votazione di 9/10 per il ruolo di tenore primo nel coro. Questa sua nuova esperienza dura solo nove mesi, il tempo di cantare in trasferta in Corea e in Giappone e dimettersi subito dopo, rendendosi disponibile per il Teatro Massimo di Palermo. 

A soli 38 anni lascia definitivamente le scene a causa di una grave malattia che lo obbliga a ritirarsi. Continua il suo rapporto col canto in veste di didatta. Educa la voce del mezzosoprano Anna Clima, sua compagna di vita e di ricerche, a cui trasferisce il suo bagaglio tecnico e artistico e con la quale collabora nel continuo studio e approfondimento della tecnica vocale.

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